Il lino si racconta

Domenica 17 giugno presso il Monastero di Astino, prestigioso salotto della Città di Bergamo, siamo stati ospiti del Linificio e Canapificio Nazionale per assistere all’evento “Il lino si racconta”, manifestazione organizzata dalla filatura Bergamasca leader mondiale nella produzione di filati di lino di eccellenza, in collaborazione con l’associazione culturale Il Cavaliere Giallo, riferimento culturale del territorio bergamasco ed in esso fortemente radicato.

Protagonista assoluto della giornata è stato il campo di Lino ripiantato nella Valle appena 50 giorni prima, dopo circa un secolo e che, complice anche una splendida giornata di sole, ha incantato, per la propria bellezza, tutti i partecipanti alla giornata.

Immersi in un’oasi agricola che solitamente possiamo ammirare solo in fotografia (i famosi campi di Bretagna e Belgio), abbiamo finalmente toccato con mano quei delicatissimi fiori azzurri che si sono presi cura dell’uomo per millenni, tanto da diventarne un simbolo. Proprio con il lino, infatti, è stato realizzato l’indumento più antico del mondo, e da allora questa preziosa pianta non ha smesso di somigliarci e parlare alle nostre corde più intime.

Per questo, sotto un cielo terso e una luce accecante, abbiamo attraversato i campi di lino e canapa guardandoci attorno con stupore e meraviglia, un po’ affaticati dal calore ma ampiamente ripagati dalle emozioni. Il personale tecnico del Linificio e Canapificio Nazionale ci ha accompagnati nel percorso raccontandoci la storia di queste due meravigliose piante dalle proprietà incredibili, il lino e la canapa, che crescevano fiere proprio sotto i nostri piedi. Un’esperienza memorabile: un folto gruppo di persone unite per celebrare la natura e il proprio rapporto con essa, come difficilmente abbiamo occasione di fare nella nostra quotidianità.

Dopo la visita “sul campo” ci siamo spostati all’interno dell’Orto Botanico della Valle della biodiversità, dove il direttore Gabriele Rinaldi ci ha parlato degli straordinari sviluppi che la tecnologia sta apportando al settore agricolo. Ci è stato subito chiaro che la sigla 4.0, lungi dall’essere solo un modo di dire per fare tendenza, riflette un vero e proprio progetto di innovazione tecnologica applicato all’agricoltura del presente e del futuro, senza dimenticare la storia antichissima, le ragioni di sostenibilità e la molteplicità degli usi di queste colture. Spostandoci poi nella sala storica del Monastero di Astino abbiamo ascoltato gli interventi di Fabio Bombardieri, Presidente della Fondazione MIA, Oscar Locatelli e Angelo Colleoni – che hanno dato voce al Parco dei Colli definendolo “l’interlocutore perfetto per aprire il linificio al territorio” – e l’Assessore del Comune di Bergamo Delia Ciagà, convinta che questo progetto, possibile soprattutto grazie ai contadini, possa rafforzare il posizionamento della Valle D’Astino e di un’agricoltura che punta sulla biodiversità.

Il Cavaliere Giallo ci ha poi presentato l’originale iniziativa “Caccia fotografica Lino & Canapa, il ciclo della coltivazione nella Valle di Astino”, un concorso che vedrà un pool di esperti fotografi selezionare, valutare e premiare gli scatti migliori realizzati dai visitatori durante la crescita delle due colture nei prossimi mesi. I vincitori vedranno le proprie opere esposte a settembre, in occasione della manifestazione di chiusura delle attività che si terrà presso la sede del Parco dei Colli.

Pierluigi Fusco Girard, amministratore delegato del Linificio e Canapificio Nazionale, si è unito agli interventi per ringraziare tutte le parti che hanno siglato quell’accordo biennale fortemente voluto dal Linificio:

Quando parlo di territorio”, ha detto, “intendo l’insieme di quattro elementi: ambientale, umano, imprenditoriale e istituzionale. Oggi qui è riunito il territorio bergamasco. Il segreto della ricchezza di questo territorio è proprio la collaborazione fra questi quattro elementi, una sinergia che porta valore aggiunto consentendo al territorio di crescere e far crescere eccellenze, di cui noi diventiamo ambasciatori nel mondo”. L’amministratore delegato ha poi riservato gran parte del proprio discorso a quelli che considera da sempre i capisaldi attorno ai quali è possibile generare valore aggiunto per il territorio: innovazione, tradizione e sostenibilità. Questo progetto di riqualificazione agricola della Valle D’Astino è sintesi di questi tre pilastri.

L’intervento di Alessandra Civai sulle “Suggestioni sul Lino”, infine, ci ha condotti nel magico mondo dell’utilizzo del Lino dentro l’Accademia Carrara, con un affascinante racconto sulla storia e la tradizione del lino all’interno dell’arte e del territorio bergamasco, da sempre culla e fucina di conoscenza per l’utilizzo di questa nobile fibra. Una fibra che lei stessa definisce “fibra identitaria” sostenendo che “Valorizzando questo materiale, soprattutto nei valori storici identitari che hanno fatto in modo che accompagnasse la storia dell’uomo per millenni, possiamo valorizzare la nostra stessa identità”.

Il pranzo, incluso nell’iniziativa e consistente in piatti a base di lino e canapa, ci ha consentito di sentirci parte di quel territorio fino alla fine.

L’evento ha lasciato il pubblico entusiasta, per l’ottima organizzazione e tutte le emozioni che è riuscito a suscitare, e chissà se l’anno prossimo il filato diventerà tessuto e tornerà a vestire ancora una volta di lino e canapa la città di Bergamo.

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